La riforma della disciplina dell'insolvenza ha rappresentato negli ultimi anni senza dubbio uno degli interventi normativi più rilevanti ed urgenti per il sistema economico italiano ai fini del recupero della competitività delle imprese. Le ineficcienze burocratiche che caratterizzavano il sistema italiano hanno negli anni prodotto notevoli effetti pregiudizievoli non soltanto durante il normale svolgimento delle attività imprenditoriali, ma anche, e soprattutto, in uno dei momenti più delicati della vita dell'impresa:l'eventuale crisi. La previgente legge fallimentare si caratterizzava per un'intrinseca inidoneità a consentire il recupero delle imprese in crisi, in quanto prevalentemente ispirata ad una logica liquidatoria e per una regolamentazione eccessivamente macchinosa. La riforma della disciplina sull'insolvenza è stata pertanto fortemente sostenuta dalle imprese, sia in quanto debitori, quindi potennziali soggetti passivi delle procedure, che in qualità di fornitori e creditori commerciali, possibili soggetti attivi. La riforma della legge fallimentare si propone quindi di salvare l'impresa come going concern, recuperandola utilmente e fornendole gli strumenti per attrarre investimenti stranieri, così agevolando le imprese italiane nella competizione internazionale.

La nuova disciplina italiana sull'insolvenza.

GIUSTI, CARLOALBERTO
2008-01-01

Abstract

La riforma della disciplina dell'insolvenza ha rappresentato negli ultimi anni senza dubbio uno degli interventi normativi più rilevanti ed urgenti per il sistema economico italiano ai fini del recupero della competitività delle imprese. Le ineficcienze burocratiche che caratterizzavano il sistema italiano hanno negli anni prodotto notevoli effetti pregiudizievoli non soltanto durante il normale svolgimento delle attività imprenditoriali, ma anche, e soprattutto, in uno dei momenti più delicati della vita dell'impresa:l'eventuale crisi. La previgente legge fallimentare si caratterizzava per un'intrinseca inidoneità a consentire il recupero delle imprese in crisi, in quanto prevalentemente ispirata ad una logica liquidatoria e per una regolamentazione eccessivamente macchinosa. La riforma della disciplina sull'insolvenza è stata pertanto fortemente sostenuta dalle imprese, sia in quanto debitori, quindi potennziali soggetti passivi delle procedure, che in qualità di fornitori e creditori commerciali, possibili soggetti attivi. La riforma della legge fallimentare si propone quindi di salvare l'impresa come going concern, recuperandola utilmente e fornendole gli strumenti per attrarre investimenti stranieri, così agevolando le imprese italiane nella competizione internazionale.
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