Monografia dedicata alla figura di Aubrey Beardsley (1872-1898), “folgorante meteora” dell’illustrazione inglese della fin-de-siècle morto prematuramente a soli 25 anni. Il testo prende in esame le opere del giovane artista suddividendole in tre momenti principali. Il primo comprende il periodo che va dalla sua prima formazione presso la scuola di Burne-Jones sino alle prime aperture verso uno stile autonomo incentrato sulla stilizzazione delle immagini in perfetta sintonia con quanto stavano sperimentando i suoi colleghi d'oltremanica (Gauguin, Toulouse-Lautrec, Vallotton, Denis ecc.). Il secondo, invece, riguarda gli anni centrali dell’attività dell’artista in cui all'emancipazione definitiva dal magistero preraffaellita si accompagna una sempre più convinta elaborazione delle immagini di tipo "sintetista", le quali raggiungono il loro massimo grado di espressione nelle opere più note al grande pubblico: le tavole della Salomé di Oscar Wilde (1894) e quelle apparse sulla mitica rivista «The Yellow Book» (1894). Infine, il terzo periodo riguardante i lavori del biennio 1895-96, la maggior parte dei quali ispirati a un repertorio figurativo settecentesco rivisitato in chiave contemporanea (le opere più rappresentative di questa stagione sono le illustrazioni per il The Rape of the Look di Alexander Pope e quelle per il magazine «The Savoy» (1896). Solo poco prima della morte interviene uno dei pochi cambiamenti del suo stile; negli ultimi disegni realizzati nel 1897 l’artista reintroduce il chiaroscuro e le mezze tinte per dare più vigore plastico alle figure. È questo “l’autunno dell’autunno”, ossia la fine di un'attività artistica folgorante, svoltasi nel giro di appena cinque anni e che ha rappresentato una delle punte più avanzate delle ricerche artistiche svoltosi nell’ambito delle arti grafiche negli anni Novanta dell’Ottocento.

Aubrey Beardsley. L'Enfant terrible dell'Art Nouveau

giuseppe virelli
2018-01-01

Abstract

Monografia dedicata alla figura di Aubrey Beardsley (1872-1898), “folgorante meteora” dell’illustrazione inglese della fin-de-siècle morto prematuramente a soli 25 anni. Il testo prende in esame le opere del giovane artista suddividendole in tre momenti principali. Il primo comprende il periodo che va dalla sua prima formazione presso la scuola di Burne-Jones sino alle prime aperture verso uno stile autonomo incentrato sulla stilizzazione delle immagini in perfetta sintonia con quanto stavano sperimentando i suoi colleghi d'oltremanica (Gauguin, Toulouse-Lautrec, Vallotton, Denis ecc.). Il secondo, invece, riguarda gli anni centrali dell’attività dell’artista in cui all'emancipazione definitiva dal magistero preraffaellita si accompagna una sempre più convinta elaborazione delle immagini di tipo "sintetista", le quali raggiungono il loro massimo grado di espressione nelle opere più note al grande pubblico: le tavole della Salomé di Oscar Wilde (1894) e quelle apparse sulla mitica rivista «The Yellow Book» (1894). Infine, il terzo periodo riguardante i lavori del biennio 1895-96, la maggior parte dei quali ispirati a un repertorio figurativo settecentesco rivisitato in chiave contemporanea (le opere più rappresentative di questa stagione sono le illustrazioni per il The Rape of the Look di Alexander Pope e quelle per il magazine «The Savoy» (1896). Solo poco prima della morte interviene uno dei pochi cambiamenti del suo stile; negli ultimi disegni realizzati nel 1897 l’artista reintroduce il chiaroscuro e le mezze tinte per dare più vigore plastico alle figure. È questo “l’autunno dell’autunno”, ossia la fine di un'attività artistica folgorante, svoltasi nel giro di appena cinque anni e che ha rappresentato una delle punte più avanzate delle ricerche artistiche svoltosi nell’ambito delle arti grafiche negli anni Novanta dell’Ottocento.
2018
9788833240497
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