L’articolo, che si inserisce nell’ambito degli studi sull’acquisizione della seconda lingua e ha come quadro teorico di riferimento la Teoria della Processabilità (Pienemann, Di Biase, Kawaguchi 2005; Bettoni, Di Biase 2008), presenta il risultato di una ricerca sullo sviluppo delle costruzioni causative in italiano L2 condotta su un campione di 24 apprendenti l’italiano di diversi livelli di competenza (da A1 a C1). Per l’individuazione di una sequenza acquisizionale, obiettivo della ricerca, si è tenuto conto dei seguenti parametri di complessità (Housen & Kuiken 2009; Pallotti 2009): (i) complessità per lo sviluppo in L2, (ii) complessità sul piano cognitivo relativamente allo sforzo cognitivo, alle risorse richieste all’apprendente per utilizzare tali strutture linguistiche, (iii) complessità strutturale relativamente al numero dei costituenti e delle relazioni tra di essi. Poiché l’impiego della costruzione causativa, analogamente ad altre costruzioni come la costruzione passiva (Nuzzo 2012), rientra tra quelle che vengono definite come scelte linguistiche dei parlanti (Prandi 2006) e come tale è una costruzione opzionale, i dati di parlato di italiano L2 sono stati messi a confronto con i dati di un gruppo di controllo di parlanti nativi, per osservare la frequenza d’uso delle suddette costruzioni in italiano L1.

Complessità delle costruzioni causative per apprendenti l'italiano L2

FRATTER I
2019-01-01

Abstract

L’articolo, che si inserisce nell’ambito degli studi sull’acquisizione della seconda lingua e ha come quadro teorico di riferimento la Teoria della Processabilità (Pienemann, Di Biase, Kawaguchi 2005; Bettoni, Di Biase 2008), presenta il risultato di una ricerca sullo sviluppo delle costruzioni causative in italiano L2 condotta su un campione di 24 apprendenti l’italiano di diversi livelli di competenza (da A1 a C1). Per l’individuazione di una sequenza acquisizionale, obiettivo della ricerca, si è tenuto conto dei seguenti parametri di complessità (Housen & Kuiken 2009; Pallotti 2009): (i) complessità per lo sviluppo in L2, (ii) complessità sul piano cognitivo relativamente allo sforzo cognitivo, alle risorse richieste all’apprendente per utilizzare tali strutture linguistiche, (iii) complessità strutturale relativamente al numero dei costituenti e delle relazioni tra di essi. Poiché l’impiego della costruzione causativa, analogamente ad altre costruzioni come la costruzione passiva (Nuzzo 2012), rientra tra quelle che vengono definite come scelte linguistiche dei parlanti (Prandi 2006) e come tale è una costruzione opzionale, i dati di parlato di italiano L2 sono stati messi a confronto con i dati di un gruppo di controllo di parlanti nativi, per osservare la frequenza d’uso delle suddette costruzioni in italiano L1.
2019
9788854950344
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