Seguendo i lavori che animano l’ICES, improntati alla multidisciplinarietà ed alla ri-caduta sulle attività umane [1], gli autori, con questo lavoro, espongono l’applicabilità di una tecnica di analisi come l’Analisi delle Ricorrenze (RQA), già utilizzata in medi-cina [2-4], alle emissioni acustiche per lo studio di precursori di terremoti ed eruzioni vulcaniche, al fine di confermare indicazioni di eventi catastrofici. A questo scopo sono analizzate due serie temporali di segnali acustici, nella banda degli ultrasuoni, registrati nell’area sismogenetica di Valsinni (Mt) e nell’area del vul-cano Peteroa, Argentina. I segnali acustici analizzati sono le Emissioni Acustiche Passive (PAE), le quali so-no dovute all’energia liberata all’interno delle strutture, sottoposte ad uno stress [5-8], a seguito della rottura dei legami cristallini delle rocce. Esse sono registrate attraverso sensori piezoelettrici fissati alla roccia, piccati, per l’ottimizzazione delle informazioni ottenibili e della strumentazione, a 150 e 25 kHz (indicati rispettivamente come HF ed LF). Per la natura della loro generazione, le PAE possono avvenire anche molto tempo prima della evidenza della frattura o del collasso. I tempi dell’anticipo dipendono dalle cause e dall’intensità dello stress strutturale. Mediante strumenti analitici che permettano di evidenziare la presenza di anomalie di PAE e la loro evoluzione temporale, si possono definire dei precursori, parametri cioè che danno indicazioni di un aumentato rischio di collasso strutturale, utile alle au-torità di protezione civile e autorità pubbliche in generale. I risultati, ottenuti nei lavori preliminari con l’applicazione della tecnica delle RQA [9-10], sono incoraggianti, ma sarà necessario un lavoro di sintonizzazione fine per de-terminare i parametri ottimali per questo tipo di applicazioni.
ANALISI DELLE RICORRENZE DELLE EMISSIONI ACUSTICHE PASSIVE
Zimatore G;
2012-01-01
Abstract
Seguendo i lavori che animano l’ICES, improntati alla multidisciplinarietà ed alla ri-caduta sulle attività umane [1], gli autori, con questo lavoro, espongono l’applicabilità di una tecnica di analisi come l’Analisi delle Ricorrenze (RQA), già utilizzata in medi-cina [2-4], alle emissioni acustiche per lo studio di precursori di terremoti ed eruzioni vulcaniche, al fine di confermare indicazioni di eventi catastrofici. A questo scopo sono analizzate due serie temporali di segnali acustici, nella banda degli ultrasuoni, registrati nell’area sismogenetica di Valsinni (Mt) e nell’area del vul-cano Peteroa, Argentina. I segnali acustici analizzati sono le Emissioni Acustiche Passive (PAE), le quali so-no dovute all’energia liberata all’interno delle strutture, sottoposte ad uno stress [5-8], a seguito della rottura dei legami cristallini delle rocce. Esse sono registrate attraverso sensori piezoelettrici fissati alla roccia, piccati, per l’ottimizzazione delle informazioni ottenibili e della strumentazione, a 150 e 25 kHz (indicati rispettivamente come HF ed LF). Per la natura della loro generazione, le PAE possono avvenire anche molto tempo prima della evidenza della frattura o del collasso. I tempi dell’anticipo dipendono dalle cause e dall’intensità dello stress strutturale. Mediante strumenti analitici che permettano di evidenziare la presenza di anomalie di PAE e la loro evoluzione temporale, si possono definire dei precursori, parametri cioè che danno indicazioni di un aumentato rischio di collasso strutturale, utile alle au-torità di protezione civile e autorità pubbliche in generale. I risultati, ottenuti nei lavori preliminari con l’applicazione della tecnica delle RQA [9-10], sono incoraggianti, ma sarà necessario un lavoro di sintonizzazione fine per de-terminare i parametri ottimali per questo tipo di applicazioni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


