La strategia di coesione testuale chiamata “incapsulazione anaforica” è solitamente confinata dalla letteratura a istanze coesive di tipo lessicale (cfr. D’Addio 1988; Conte 1996). Tuttavia, se assumiamo una definizione basata sulla funzione referenziale del fenomeno, anche pronomi e forme zero devono essere considerati: la capacità di instaurazione di un nuovo referente testuale a partire da contenuti preesistenti di carattere proposizionale (la cosiddetta “ipostasi”) non è limitata ai SN lessicali. Possiamo parlare di “incapsulazione zero” quando la struttura frasale di un enunciato spinge l’interprete a ricostruire un elemento non esplicito che realizzi ipostasi. Questo lavoro si propone di enucleare le proprietà semantiche, informative e testuali dell’incapsulazione zero in italiano scritto, a partire da un ampio corpus giornalistico. L’incapsulazione zero è associata quasi sempre, dal punto di vista informativo, a una progressione del topic di tipo globale: l’elemento zero ha funzione di topic di enunciato e rinvia a un antecedente complesso, già dotato di un'articolazione informativa al suo interno. Il topic complesso può inserirsi in un enunciato verbale (1) o nominale (2): (1) Erdogan ha accettato le scuse, la Turchia cessa ogni procedimento giudiziario contro i membri del commando militare. Per Obama Ø è il primo risultato concreto della sua missione in Medio Oriente. (Repubblica, 23.03.2013) (2) Prima dell’incontro il presidente della Camera aveva preso un caffè al bar dei dipendenti della Camera e pranzato alla loro mensa. Ø Piccoli segnali di uno stile nuovo. (Repubblica, 20.03.2013) In entrambi i casi, l’elemento che sembra ricoprire, a un primo sguardo, la funzione di incapsulatore si rivela non anaforico: i due SN lessicali indicati in corsivo sono semanticamente predicativi. L’elemento referenziale a cui si applica la predicazione è l’incapsulatore zero, che rinvia anaforicamente, in entrambi i casi, a un intero enunciato. In (1), la struttura sintattica della frase copulativa obbliga chi legge a ricostruire un soggetto zero incapsulativo, che riassuma l’enunciato precedente. In (2), l’enunciato nominale non contiene un segnaposto sintattico per l’incapsulatore, ma le proprietà semantiche del SN che lo esaurisce richiedono all’interprete di ricostruire una relazione anaforica incapsulativa, affinché la coerenza sia garantita. Dal punto di vista testuale, gli enunciati con incapsulatore zero realizzano spesso un passaggio, di breve durata, dall’esposizione dei fatti al commento del giornalista. La coerenza testuale può così giovarsi non solo della continuità referenziale veicolata dall’incapsulazione, ma anche della progressione semantica data dall’intreccio di più punti di vista e di più tipi testuali.
L'incapsulazione zero: aspetti semantici, informativi e testuali
Pecorari F
2014-01-01
Abstract
La strategia di coesione testuale chiamata “incapsulazione anaforica” è solitamente confinata dalla letteratura a istanze coesive di tipo lessicale (cfr. D’Addio 1988; Conte 1996). Tuttavia, se assumiamo una definizione basata sulla funzione referenziale del fenomeno, anche pronomi e forme zero devono essere considerati: la capacità di instaurazione di un nuovo referente testuale a partire da contenuti preesistenti di carattere proposizionale (la cosiddetta “ipostasi”) non è limitata ai SN lessicali. Possiamo parlare di “incapsulazione zero” quando la struttura frasale di un enunciato spinge l’interprete a ricostruire un elemento non esplicito che realizzi ipostasi. Questo lavoro si propone di enucleare le proprietà semantiche, informative e testuali dell’incapsulazione zero in italiano scritto, a partire da un ampio corpus giornalistico. L’incapsulazione zero è associata quasi sempre, dal punto di vista informativo, a una progressione del topic di tipo globale: l’elemento zero ha funzione di topic di enunciato e rinvia a un antecedente complesso, già dotato di un'articolazione informativa al suo interno. Il topic complesso può inserirsi in un enunciato verbale (1) o nominale (2): (1) Erdogan ha accettato le scuse, la Turchia cessa ogni procedimento giudiziario contro i membri del commando militare. Per Obama Ø è il primo risultato concreto della sua missione in Medio Oriente. (Repubblica, 23.03.2013) (2) Prima dell’incontro il presidente della Camera aveva preso un caffè al bar dei dipendenti della Camera e pranzato alla loro mensa. Ø Piccoli segnali di uno stile nuovo. (Repubblica, 20.03.2013) In entrambi i casi, l’elemento che sembra ricoprire, a un primo sguardo, la funzione di incapsulatore si rivela non anaforico: i due SN lessicali indicati in corsivo sono semanticamente predicativi. L’elemento referenziale a cui si applica la predicazione è l’incapsulatore zero, che rinvia anaforicamente, in entrambi i casi, a un intero enunciato. In (1), la struttura sintattica della frase copulativa obbliga chi legge a ricostruire un soggetto zero incapsulativo, che riassuma l’enunciato precedente. In (2), l’enunciato nominale non contiene un segnaposto sintattico per l’incapsulatore, ma le proprietà semantiche del SN che lo esaurisce richiedono all’interprete di ricostruire una relazione anaforica incapsulativa, affinché la coerenza sia garantita. Dal punto di vista testuale, gli enunciati con incapsulatore zero realizzano spesso un passaggio, di breve durata, dall’esposizione dei fatti al commento del giornalista. La coerenza testuale può così giovarsi non solo della continuità referenziale veicolata dall’incapsulazione, ma anche della progressione semantica data dall’intreccio di più punti di vista e di più tipi testuali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


