Due recenti provvedimenti della United States District Court for the Northern District of California ed una sentenza del Tribunal De Grand Istance de Paris, ripropongono, in maniera stringente ed evidente, i problemi che l’utilizzo e la diffusione di internet determinano sotto vari profili ed in particolare dal punto di vista giuridico. In dette statuizioni vengono infatti analizzate e giudicate una serie di vicende che mostrano come le norme giuridiche vigenti nel mondo reale delle cose e delle persone diventino di difficile (se non impossibile) applicazione, nonché con effetti paradossali e distorsivi, quando vengono applicate al mondo virtuale di internet. Vicende che coinvolgono in particolare il rapporto tra il sistema delle fonti ed il contesto attuale, segnato dall’avvento della c.d. società della informazione, caratterizzata dalla forte peculiarità delle proprie modalità di espressione e dalla intensa aggressività delle nuove tecnologie informatiche e telematiche. Ne derivano problematiche di estremo interesse e di difficile soluzione a causa della impossibilità di regolare secondo gli usuali schemi dogmatici e concettuali le nuove forme di comunicazione. La fortissima accelerazione del progresso tecnologico ha infatti condotto, in un breve lasso di tempo, ad un rapido aumento della circolazione e della utilizzazione delle informazioni personali, mediante raccolta, selezione e percezione di innumerevoli dati. Ciò ha reso maggiormente vulnerabile ciascuno di noi, sempre più esposto al rischio concreto che la circolazione dei propri dati personali possa risolversi in un’opera di erosione delle prerogative della persona. Quanto appena illustrato mette in luce chiaramente l’esigenza di predisporre nuove ed adeguate forme di tutela a favore dell’individuo, soprattutto quando vengono in considerazione suoi diritti essenziali quali quelli della personalità. In particolare, la materia della privacy rappresenta il banco di prova privilegiato sul quale verificare la effettività della tutela che l’ordinamento appronta in favore della persona, evidenziando inoltre una forte correlazione con altri concetti cardine quali libertà e dignità.

Il risarcimento del danno non patrimoniale ai sensi dell'art. 15 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 ("Codice in materia di protezione dei dati personali"): ambiti applicativi e giurisprudenza di riferimento

Ramaccioni
2009-01-01

Abstract

Due recenti provvedimenti della United States District Court for the Northern District of California ed una sentenza del Tribunal De Grand Istance de Paris, ripropongono, in maniera stringente ed evidente, i problemi che l’utilizzo e la diffusione di internet determinano sotto vari profili ed in particolare dal punto di vista giuridico. In dette statuizioni vengono infatti analizzate e giudicate una serie di vicende che mostrano come le norme giuridiche vigenti nel mondo reale delle cose e delle persone diventino di difficile (se non impossibile) applicazione, nonché con effetti paradossali e distorsivi, quando vengono applicate al mondo virtuale di internet. Vicende che coinvolgono in particolare il rapporto tra il sistema delle fonti ed il contesto attuale, segnato dall’avvento della c.d. società della informazione, caratterizzata dalla forte peculiarità delle proprie modalità di espressione e dalla intensa aggressività delle nuove tecnologie informatiche e telematiche. Ne derivano problematiche di estremo interesse e di difficile soluzione a causa della impossibilità di regolare secondo gli usuali schemi dogmatici e concettuali le nuove forme di comunicazione. La fortissima accelerazione del progresso tecnologico ha infatti condotto, in un breve lasso di tempo, ad un rapido aumento della circolazione e della utilizzazione delle informazioni personali, mediante raccolta, selezione e percezione di innumerevoli dati. Ciò ha reso maggiormente vulnerabile ciascuno di noi, sempre più esposto al rischio concreto che la circolazione dei propri dati personali possa risolversi in un’opera di erosione delle prerogative della persona. Quanto appena illustrato mette in luce chiaramente l’esigenza di predisporre nuove ed adeguate forme di tutela a favore dell’individuo, soprattutto quando vengono in considerazione suoi diritti essenziali quali quelli della personalità. In particolare, la materia della privacy rappresenta il banco di prova privilegiato sul quale verificare la effettività della tutela che l’ordinamento appronta in favore della persona, evidenziando inoltre una forte correlazione con altri concetti cardine quali libertà e dignità.
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