Le soft skill sono definite come abilità di tipo socio-emotivo, importanti per lo sviluppo personale, la partecipazione sociale e il successo accademico e lavorativo. Si tratta di abilità complementari alle competenze tecniche specifiche. L’Università è oggi chiamata a potenziare l’«employability» dei laureati, formando professionisti che posseggano, oltre a solide competenze tecniche, anche abilità trasversali, per far fronte ad un mercato del lavoro complesso e in cambiamento. L’Università degli Studi di Torino ha avviato una riflessione teorica e metodologica legata alla valutazione e allo sviluppo delle soft skills nei suoi studenti, attraverso il Progetto Passport.Unito. Sulla base della letteratura internazionale di riferimento è stato predisposto un modello di 12 soft skill (Bennett et al., 1999; Heckman & Kautz, 2016) categorizzate in quattro ambiti: area del compito (problem solving e decision making, gestione del tempo e degli spazi, adozione strategie adeguate nell’affrontare il compito); area del sé (valorizzazione di sé, autoregolazione emotiva, intraprendenza); area motivazionale (orientamento all’obiettivo, attribuzione causale, resilienza); area delle relazioni interpersonali (lavoro in gruppo, comunicazione, gestione del conflitto). Il Progetto ha previsto lo sviluppo di uno strumento di autovalutazione delle soft skill (PassporTest), volto a fornire una descrizione del livello delle diverse abilità trasversali previste dal modello. Sono presentati i dati di validazione (analisi fattoriale esplorativa e confermativa, affidabilità, validità) e gli esiti di una prima indagine su un campione ampio di studenti di diversi corsi di laurea dell’Ateneo (N = 1048).

Soft Skill Assessment in Higher Education / Valutare le soft skill in Università

Federica Emanuel
2018-01-01

Abstract

Le soft skill sono definite come abilità di tipo socio-emotivo, importanti per lo sviluppo personale, la partecipazione sociale e il successo accademico e lavorativo. Si tratta di abilità complementari alle competenze tecniche specifiche. L’Università è oggi chiamata a potenziare l’«employability» dei laureati, formando professionisti che posseggano, oltre a solide competenze tecniche, anche abilità trasversali, per far fronte ad un mercato del lavoro complesso e in cambiamento. L’Università degli Studi di Torino ha avviato una riflessione teorica e metodologica legata alla valutazione e allo sviluppo delle soft skills nei suoi studenti, attraverso il Progetto Passport.Unito. Sulla base della letteratura internazionale di riferimento è stato predisposto un modello di 12 soft skill (Bennett et al., 1999; Heckman & Kautz, 2016) categorizzate in quattro ambiti: area del compito (problem solving e decision making, gestione del tempo e degli spazi, adozione strategie adeguate nell’affrontare il compito); area del sé (valorizzazione di sé, autoregolazione emotiva, intraprendenza); area motivazionale (orientamento all’obiettivo, attribuzione causale, resilienza); area delle relazioni interpersonali (lavoro in gruppo, comunicazione, gestione del conflitto). Il Progetto ha previsto lo sviluppo di uno strumento di autovalutazione delle soft skill (PassporTest), volto a fornire una descrizione del livello delle diverse abilità trasversali previste dal modello. Sono presentati i dati di validazione (analisi fattoriale esplorativa e confermativa, affidabilità, validità) e gli esiti di una prima indagine su un campione ampio di studenti di diversi corsi di laurea dell’Ateneo (N = 1048).
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