Il saggio esamina la problematica ed attuale questione delle conseguenze determinate, sul rapporto di lavoro, dalla sopravvenuta disponibilità di vaccini anti Covid-19 e dall’eventuale rifiuto dei lavoratori di sottoporvisi, alla luce dell’obbligo legale introdotto dal d.l. n. 44/2021 per il personale esercente professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario e dei primi provvedimenti, giudiziali e amministrativi, nel frattempo intervenuti. In particolare, l’argomentazione viene scomposta in due distinti ragionamenti, uno valevole per i rapporti di lavoro rientranti nel campo di pplicazione soggettiva dell’obbligo di legge e un altro per tutti quei contesti e rapporti lavorativi che esulano da quella previsione. La stessa fattispecie, pertanto, viene qualificata in termini di obbligo giuridico, per i primi, e di diritto soggettivo indisponibile, per i secondi. Premessa l’analisi approfondita del sistema costituzionale di riferimento e delle interpretazioni sul punto dettate dalla Corte costituzionale, viene studiata dettagliatamente la disciplina normativa di cui al d.l. n. 44/2021 e sottoposta ad un test di legittimità per verificarne la tenuta costituzionale e vengono svolte considerazioni critiche sulla posizione in cui si trovano (e si troveranno) i lavoratori e i datori di lavoro non rientranti nella previsione dell’obbligo del vaccino, tracciando qualche schematica e chiara considerazione di sintesi conclusiva.

Il vaccino anti Sars-CoV-2 nel rapporto di lavoro: tra obbligo e adesione volontaria

TASCHINI L
2021-01-01

Abstract

Il saggio esamina la problematica ed attuale questione delle conseguenze determinate, sul rapporto di lavoro, dalla sopravvenuta disponibilità di vaccini anti Covid-19 e dall’eventuale rifiuto dei lavoratori di sottoporvisi, alla luce dell’obbligo legale introdotto dal d.l. n. 44/2021 per il personale esercente professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario e dei primi provvedimenti, giudiziali e amministrativi, nel frattempo intervenuti. In particolare, l’argomentazione viene scomposta in due distinti ragionamenti, uno valevole per i rapporti di lavoro rientranti nel campo di pplicazione soggettiva dell’obbligo di legge e un altro per tutti quei contesti e rapporti lavorativi che esulano da quella previsione. La stessa fattispecie, pertanto, viene qualificata in termini di obbligo giuridico, per i primi, e di diritto soggettivo indisponibile, per i secondi. Premessa l’analisi approfondita del sistema costituzionale di riferimento e delle interpretazioni sul punto dettate dalla Corte costituzionale, viene studiata dettagliatamente la disciplina normativa di cui al d.l. n. 44/2021 e sottoposta ad un test di legittimità per verificarne la tenuta costituzionale e vengono svolte considerazioni critiche sulla posizione in cui si trovano (e si troveranno) i lavoratori e i datori di lavoro non rientranti nella previsione dell’obbligo del vaccino, tracciando qualche schematica e chiara considerazione di sintesi conclusiva.
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