Durante la pandemia, nonostante il legislatore abbia introdotto un esplicito divieto per le imprese di recedere dai contratti di lavoro per ragioni legate all’andamento economico dei mercati e della produzione per mitigare gli effetti nefasti generati dalla crisi, non sono mancati casi in cui le aziende hanno comunque deciso di licenziare i dipendenti per motivi legati a problematiche organizzative ingenerate dall’emergenza sanitaria. Nella rassegna giurisprudenziale che segue, saranno analizzate le prime pronunce che hanno sancito la nullita` del licenziamento per giustificato motivo oggettivo disposto in violazione del divieto introdotto dal legislatore, vagliando le diverse casistiche e formulando alcune considerazioni sul quadro normativo di riferimento.
Il divieto di licenziamento sotto la lente dei giudici: le prime pronunce
Giovanni Piglialarmi
2021-01-01
Abstract
Durante la pandemia, nonostante il legislatore abbia introdotto un esplicito divieto per le imprese di recedere dai contratti di lavoro per ragioni legate all’andamento economico dei mercati e della produzione per mitigare gli effetti nefasti generati dalla crisi, non sono mancati casi in cui le aziende hanno comunque deciso di licenziare i dipendenti per motivi legati a problematiche organizzative ingenerate dall’emergenza sanitaria. Nella rassegna giurisprudenziale che segue, saranno analizzate le prime pronunce che hanno sancito la nullita` del licenziamento per giustificato motivo oggettivo disposto in violazione del divieto introdotto dal legislatore, vagliando le diverse casistiche e formulando alcune considerazioni sul quadro normativo di riferimento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


