Il contributo affronta la questione attributiva del sonetto Dimme, cor mio, non mio ma di colei, da una parte della tradizione manoscritta assegnato a Francesco Petrarca e accluso ai suoi Fragmenta. Ne restituisce criticamente il testo, sulla base del confronto di tutte le testimonianze, corredandolo di un apparato di varianti.

Fra Petrarca e Romanello? Il sonetto 'disperso' Dimme, cor mio, non mio ma di colei

Francesca Florimbii
2017-01-01

Abstract

Il contributo affronta la questione attributiva del sonetto Dimme, cor mio, non mio ma di colei, da una parte della tradizione manoscritta assegnato a Francesco Petrarca e accluso ai suoi Fragmenta. Ne restituisce criticamente il testo, sulla base del confronto di tutte le testimonianze, corredandolo di un apparato di varianti.
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