This reading proposes a shift in perspective on the well-known sirventes of Aimeric de Peguilhan Li fol e·ill put e·ill fillol. Abandoning the idea that it was a spiteful invective due to personal reasons, as proposed so far, this satirical poem must be situated in the context of the troubadour performances characterised by a “realistic-comic style” (not serious, not concerning love) which took place in the Ligurian-Piedmontese territory for the entertainment and guidance of the courts. This way it is possible to remove the inconsistencies of the previous interpretation and to place the poem back in its historical and geographical context. In addition to clarifying some of the dynamics of the manuscript tradition, the new perspective connects with the linguistic and historical level and leads to a deeper understanding of the polysemous vocabulary used by Aimeric, to the confirmation, strengthening and sometimes revision of the historical information given by De Bartholomaeis and to a better understanding of the message the author aimed to leave to his audience. This audience, which has been ignored by scholars until today, was directly addressed by the author and becomes essential to understand the text. As a result, we shift from an invective to a courtly game defined more or less by actual situations. In the critical edition, the new perspective highlights the textual, lexical and interpretative problems, from the meaning of the words of the incipit to the famous verse concerning Sordel and the dice, from the date and place of composition to the frequent double entendres.

Questa lettura propone un cambio di prospettiva sul celebre sirventese di Aimeric de Peguilhan Li fol e·ill put e·ill fillol. Abbandonata l’idea che si tratti di un’invettiva virulenta dettata da ragioni personali, così come proposto finora, questo testo satirico viene inserito nel contesto delle performance trobadoriche di tipo comico-realistico, messe in scena in area ligustico-piemontese per l’intrattenimento e l’indottrinamento delle corti. In questo modo è possibile liberarsi delle incoerenze che scaturivano dalla precedente interpretazione e ricollocare il componimento nel suo contesto storico e geografico: oltre a chiarire alcune dinamiche della tradizione manoscritta, le conseguenze della nuova impostazione coinvolgono il livello linguistico e storico e permettono di valutare più a fondo la polisemia del lessico scelto da Aimeric, di confermare, consolidare e rettificare i dati storici apportati a suo tempo da De Bartholomaeis, di ricostruire meglio il messaggio che l’autore desiderava trasmettere al pubblico. Pubblico che, del tutto trascurato dalla critica, ma chiamato direttamente in causa dall’autore, acquisisce ora un’importanza fondamentale per comprendere il testo. Dall’invettiva si passa così al gioco di società, più o meno fortemente originato da situazioni concrete. L’edizione critica del testo affronta infine in questa luce le questioni ecdotiche, lessicali e interpretative, dai termini dell’incipit al famoso verso sul gioco dei dadi, dal luogo e anno di composizione ai doppi sensi di cui il sirventese è disseminato.

Aimeric de Peguilhan, Li fol e·ill put e·ill fillol (BdT 10.32)

Barachini G
2019-01-01

Abstract

This reading proposes a shift in perspective on the well-known sirventes of Aimeric de Peguilhan Li fol e·ill put e·ill fillol. Abandoning the idea that it was a spiteful invective due to personal reasons, as proposed so far, this satirical poem must be situated in the context of the troubadour performances characterised by a “realistic-comic style” (not serious, not concerning love) which took place in the Ligurian-Piedmontese territory for the entertainment and guidance of the courts. This way it is possible to remove the inconsistencies of the previous interpretation and to place the poem back in its historical and geographical context. In addition to clarifying some of the dynamics of the manuscript tradition, the new perspective connects with the linguistic and historical level and leads to a deeper understanding of the polysemous vocabulary used by Aimeric, to the confirmation, strengthening and sometimes revision of the historical information given by De Bartholomaeis and to a better understanding of the message the author aimed to leave to his audience. This audience, which has been ignored by scholars until today, was directly addressed by the author and becomes essential to understand the text. As a result, we shift from an invective to a courtly game defined more or less by actual situations. In the critical edition, the new perspective highlights the textual, lexical and interpretative problems, from the meaning of the words of the incipit to the famous verse concerning Sordel and the dice, from the date and place of composition to the frequent double entendres.
2019
Questa lettura propone un cambio di prospettiva sul celebre sirventese di Aimeric de Peguilhan Li fol e·ill put e·ill fillol. Abbandonata l’idea che si tratti di un’invettiva virulenta dettata da ragioni personali, così come proposto finora, questo testo satirico viene inserito nel contesto delle performance trobadoriche di tipo comico-realistico, messe in scena in area ligustico-piemontese per l’intrattenimento e l’indottrinamento delle corti. In questo modo è possibile liberarsi delle incoerenze che scaturivano dalla precedente interpretazione e ricollocare il componimento nel suo contesto storico e geografico: oltre a chiarire alcune dinamiche della tradizione manoscritta, le conseguenze della nuova impostazione coinvolgono il livello linguistico e storico e permettono di valutare più a fondo la polisemia del lessico scelto da Aimeric, di confermare, consolidare e rettificare i dati storici apportati a suo tempo da De Bartholomaeis, di ricostruire meglio il messaggio che l’autore desiderava trasmettere al pubblico. Pubblico che, del tutto trascurato dalla critica, ma chiamato direttamente in causa dall’autore, acquisisce ora un’importanza fondamentale per comprendere il testo. Dall’invettiva si passa così al gioco di società, più o meno fortemente originato da situazioni concrete. L’edizione critica del testo affronta infine in questa luce le questioni ecdotiche, lessicali e interpretative, dai termini dell’incipit al famoso verso sul gioco dei dadi, dal luogo e anno di composizione ai doppi sensi di cui il sirventese è disseminato.
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