La Basilica di Sant’Eustorgio è uno dei più importanti monumenti milanesi costruito fuori le mura su un'area cimiteriale del III-IV secolo d.C. nel luogo in cui, per memoria, si ritiene che l'apostolo Barnaba abbia battezzato i primi cristiani. Sul retro e con accesso dalla Basilica si trova la cappella Portinari che ospita le reliquie di San Pietro Martire. La cappella fu commissionata nel 1462 da Pigello Portinari nobile fiorentino, direttore della filiale milanese del Banco Mediceo. Il risultato fu una cappella la cui struttura si ispira alla brunelleschiana Sagrestia Vecchia di San Lorenzo a Firenze, con un vano quadrato dotato di scarsella e coperto da cupola ad ombrello su pennacchi con 16 spicchi (quella della Sagrestia Vecchia ne ha solo 12 come quella della Capella Pazzi). Una campagna di rilevamento, svolta utilizzando ed integrando diversi metodi e sistemi, da quelli diretti a quelli indiretti, ha consentito di elaborare un rilievo di alta qualità metrica. L’analisi, svolta utilizzando l’unità di misura storica, ha permesso di ricavare una conoscenza disattesa relativa alla formalizzazione del disegno di uno degli artefatti simbolo del rinascimento milanese. L’obiettivo di questo lavoro è di mostrare il ruolo del rilievo e dell’analisi metrica come strumenti di conoscenza. L’analisi metrica del rilievo ha consentito di mettere in relazione numero e misura per individuare lo schema geometrico pensato dal caput magister operis.

La cappella Portinari a Milano: dal rilievo all’analisi metrica

Giampiero Mele;
2016

Abstract

La Basilica di Sant’Eustorgio è uno dei più importanti monumenti milanesi costruito fuori le mura su un'area cimiteriale del III-IV secolo d.C. nel luogo in cui, per memoria, si ritiene che l'apostolo Barnaba abbia battezzato i primi cristiani. Sul retro e con accesso dalla Basilica si trova la cappella Portinari che ospita le reliquie di San Pietro Martire. La cappella fu commissionata nel 1462 da Pigello Portinari nobile fiorentino, direttore della filiale milanese del Banco Mediceo. Il risultato fu una cappella la cui struttura si ispira alla brunelleschiana Sagrestia Vecchia di San Lorenzo a Firenze, con un vano quadrato dotato di scarsella e coperto da cupola ad ombrello su pennacchi con 16 spicchi (quella della Sagrestia Vecchia ne ha solo 12 come quella della Capella Pazzi). Una campagna di rilevamento, svolta utilizzando ed integrando diversi metodi e sistemi, da quelli diretti a quelli indiretti, ha consentito di elaborare un rilievo di alta qualità metrica. L’analisi, svolta utilizzando l’unità di misura storica, ha permesso di ricavare una conoscenza disattesa relativa alla formalizzazione del disegno di uno degli artefatti simbolo del rinascimento milanese. L’obiettivo di questo lavoro è di mostrare il ruolo del rilievo e dell’analisi metrica come strumenti di conoscenza. L’analisi metrica del rilievo ha consentito di mettere in relazione numero e misura per individuare lo schema geometrico pensato dal caput magister operis.
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