Verso la fine dell'Ottocento si apre una nuova e ricchissima fase della vocazione "turistica" del lago di Garda, testimoniata dalla costruzione di grandi alberghi di lusso e di ville prestigiose con parchi e giardini botanici, che si pone in linea di continuità con la grande stagione europea a cavallo tra i due secoli, intrisa di suggestioni wagneriane, come di gusto secessionista, simbolicamente importato dallo stesso Klimt nell'estate del 1913 a Malcesine, di cultura tardo-simbolista come di echi futuristi ed avanguardisti, e che ebbe come fulcro il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera. Il gigantesco cantiere del sacrario-residenza di Gabriele d'Annunzio, iniziato nel 1921 e non ancora terminato alla morte del Poeta, è la sintesi di quanto il Garda ha rappresentato nella cultura, anche figurativa, otto-novecentesca.
Dannunzismi, wagnerismi e altre vicende della pittura legata al lago di Garda tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento
Paolo Bolpagni
2018-01-01
Abstract
Verso la fine dell'Ottocento si apre una nuova e ricchissima fase della vocazione "turistica" del lago di Garda, testimoniata dalla costruzione di grandi alberghi di lusso e di ville prestigiose con parchi e giardini botanici, che si pone in linea di continuità con la grande stagione europea a cavallo tra i due secoli, intrisa di suggestioni wagneriane, come di gusto secessionista, simbolicamente importato dallo stesso Klimt nell'estate del 1913 a Malcesine, di cultura tardo-simbolista come di echi futuristi ed avanguardisti, e che ebbe come fulcro il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera. Il gigantesco cantiere del sacrario-residenza di Gabriele d'Annunzio, iniziato nel 1921 e non ancora terminato alla morte del Poeta, è la sintesi di quanto il Garda ha rappresentato nella cultura, anche figurativa, otto-novecentesca.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.