La pedagogia sociale può promuovere lo sviluppo di una comunità educante, basata su collaborazione e partecipazione, per favorire l'inclusione e il benessere collettivo. In questo contesto, la cura delle realtà associative diventa una responsabilità condivisa, che mira al loro empowerment e alla costruzione di un futuro più equo. La sostenibilità, sia ambientale che sociale, è parte di questo percorso, in cui la gestione consapevole delle risorse e il rispetto dell'ambiente sono fondamentali per mantenere l'equilibrio necessario a garantire una crescita armoniosa e duratura. Il patrimonio culturale rappresenta un elemento fondamentale nella costruzione di identità collettive e individuali, così la comunità educante svolge un ruolo cruciale nel trasmettere tali valori attraverso processi di apprendimento collaborativo e inclusivo, anche grazie alla comunicazione digitale, che offre nuove opportunità per valorizzare e diffondere un nuovo welfare urbano, permettendo una narrazione più accessibile e partecipativa. Le diverse modalità di comunicazione e i moderni strumenti infotelematici hanno ampliato le possibilità di creazione, fruizione e ricezione della narrazione, ma non intaccano l’essenza profonda del raccontare come esperienza esistenziale della persona. La narrazione rimane un percorso privilegiato per la comprensione di sé e degli altri, sia nella sfera privata sia in quella pubblica, sociale e professionale. Essa è fondamentale per collocare coerentemente la propria esistenza all'interno del mondo e, allo stesso tempo, per renderla unica, personalizzata e autentica. L'uso dello storytelling in contesti socio-educativi e partecipativi contribuisce a costruire gli aspetti culturali e simbolici di qualsiasi comunità di pratiche, sia profit che non profit o for benefit, e valorizza le risorse immateriali, attingendo a una modalità di esistenza tipicamente umana. La stessa esperienza personale e comunitaria richiede di essere raccontata, ascoltata, elaborata e condivisa. Utilizzare diversi metodi e strumenti d’indagine all’interno del Progetto PRIN “Patrimonio culturale e comunità educante. Formazione di competenze e professionalità per un nuovo welfare urbano” è necessario ma non sufficiente per esprimere il significato profondo e autentico dei significati emersi dal rapporto tra giovani professionisti dell’educazione e diverse associazioni e volontari coinvolti nell’unità di ricerca milanese. Attraverso l'uso di piattaforme interattive narrative e comunicative, sarà possibile coinvolgere i volontari in processi di apprendimento dinamico che promuovono lo sviluppo di competenze trasversali, come il pensiero critico, la capacità di analisi e la creatività, per l'educazione inclusiva, proattiva e sostenibile. La sinergia tra patrimonio culturale e comunità educante diventa così un volano per la formazione di cittadini consapevoli e attivi al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale.

Competenze, sostenibilità sociale e patrimonio culturale: la narrazione digitale al servizio delle comunità educanti

Righettini
2025-01-01

Abstract

La pedagogia sociale può promuovere lo sviluppo di una comunità educante, basata su collaborazione e partecipazione, per favorire l'inclusione e il benessere collettivo. In questo contesto, la cura delle realtà associative diventa una responsabilità condivisa, che mira al loro empowerment e alla costruzione di un futuro più equo. La sostenibilità, sia ambientale che sociale, è parte di questo percorso, in cui la gestione consapevole delle risorse e il rispetto dell'ambiente sono fondamentali per mantenere l'equilibrio necessario a garantire una crescita armoniosa e duratura. Il patrimonio culturale rappresenta un elemento fondamentale nella costruzione di identità collettive e individuali, così la comunità educante svolge un ruolo cruciale nel trasmettere tali valori attraverso processi di apprendimento collaborativo e inclusivo, anche grazie alla comunicazione digitale, che offre nuove opportunità per valorizzare e diffondere un nuovo welfare urbano, permettendo una narrazione più accessibile e partecipativa. Le diverse modalità di comunicazione e i moderni strumenti infotelematici hanno ampliato le possibilità di creazione, fruizione e ricezione della narrazione, ma non intaccano l’essenza profonda del raccontare come esperienza esistenziale della persona. La narrazione rimane un percorso privilegiato per la comprensione di sé e degli altri, sia nella sfera privata sia in quella pubblica, sociale e professionale. Essa è fondamentale per collocare coerentemente la propria esistenza all'interno del mondo e, allo stesso tempo, per renderla unica, personalizzata e autentica. L'uso dello storytelling in contesti socio-educativi e partecipativi contribuisce a costruire gli aspetti culturali e simbolici di qualsiasi comunità di pratiche, sia profit che non profit o for benefit, e valorizza le risorse immateriali, attingendo a una modalità di esistenza tipicamente umana. La stessa esperienza personale e comunitaria richiede di essere raccontata, ascoltata, elaborata e condivisa. Utilizzare diversi metodi e strumenti d’indagine all’interno del Progetto PRIN “Patrimonio culturale e comunità educante. Formazione di competenze e professionalità per un nuovo welfare urbano” è necessario ma non sufficiente per esprimere il significato profondo e autentico dei significati emersi dal rapporto tra giovani professionisti dell’educazione e diverse associazioni e volontari coinvolti nell’unità di ricerca milanese. Attraverso l'uso di piattaforme interattive narrative e comunicative, sarà possibile coinvolgere i volontari in processi di apprendimento dinamico che promuovono lo sviluppo di competenze trasversali, come il pensiero critico, la capacità di analisi e la creatività, per l'educazione inclusiva, proattiva e sostenibile. La sinergia tra patrimonio culturale e comunità educante diventa così un volano per la formazione di cittadini consapevoli e attivi al tempo della transizione ecologica, digitale e interculturale.
2025
9791255684176
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11389/81995
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