Il contributo si occupa di commentare una sentenza emessa dal Tribunale di Velletri (Trib. Velletri 25 settembre 2025, n. 1255) che abiliterebbe i contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni sindacali e associazioni datoriali non dotate del necessario grado di rappresentatività richiesto dalla legge per disciplinare le ipotesi oggettive in cui è possibile ricorrere al lavoro a chiamata. In particolare, il contributo mette in risalto la distinzione intercorrente tra il criterio selettivo della maggiore rappresentatività e quello della maggiore rappresentatività comparata.

Il lavoro intermittente tra legge e contrattazione collettiva: un irragionevole orientamento giurisprudenziale

giovanni piglialarmi
2026-01-01

Abstract

Il contributo si occupa di commentare una sentenza emessa dal Tribunale di Velletri (Trib. Velletri 25 settembre 2025, n. 1255) che abiliterebbe i contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni sindacali e associazioni datoriali non dotate del necessario grado di rappresentatività richiesto dalla legge per disciplinare le ipotesi oggettive in cui è possibile ricorrere al lavoro a chiamata. In particolare, il contributo mette in risalto la distinzione intercorrente tra il criterio selettivo della maggiore rappresentatività e quello della maggiore rappresentatività comparata.
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