In peripheral and marginal contexts, such as the Presìdi of Tuscany and the island of Elba between the eighteenth and nineteenth centuries, the distinction between public and private religiosity tends to become porous. Through the examination of ecclesiastical organization, devotional practices, confraternities, collective rites, and forms of sacralization of power, the sacred emerges as a language of belonging, legitimation, and community cohesion. On the island of Elba in particular, during the Napoleonic period, religious worship and political memory overlapped to the point of producing new forms of secular devotion.

In contesti periferici e marginali, come i Presìdi di Toscana e l'isola d'Elba tra XVIII e XIX secolo, la distinzione tra religiosità pubblica e privata tende a farsi porosa. Attraverso l'esame dell'organizzazione ecclesiastica, delle pratiche devozionali, delle confraternite, dei riti collettivi e delle forme di sacralizzazione del potere, il sacro appare allora come linguaggio di appartenenza, legittimazione e coesione della comunità. Nell'isola d'Elba in particolare, durante l'età napoleonica il culto religioso e la memoria politica si sovrappongono fino a produrre nuove forme di devozione laica.

Dio nei margini. Religione, potere e devozione nei Presìdi di Toscana e sull'isola d'Elba (XVIII-XIX secolo)

Antonio Donofrio
2025-01-01

Abstract

In peripheral and marginal contexts, such as the Presìdi of Tuscany and the island of Elba between the eighteenth and nineteenth centuries, the distinction between public and private religiosity tends to become porous. Through the examination of ecclesiastical organization, devotional practices, confraternities, collective rites, and forms of sacralization of power, the sacred emerges as a language of belonging, legitimation, and community cohesion. On the island of Elba in particular, during the Napoleonic period, religious worship and political memory overlapped to the point of producing new forms of secular devotion.
2025
9791255632689
In contesti periferici e marginali, come i Presìdi di Toscana e l'isola d'Elba tra XVIII e XIX secolo, la distinzione tra religiosità pubblica e privata tende a farsi porosa. Attraverso l'esame dell'organizzazione ecclesiastica, delle pratiche devozionali, delle confraternite, dei riti collettivi e delle forme di sacralizzazione del potere, il sacro appare allora come linguaggio di appartenenza, legittimazione e coesione della comunità. Nell'isola d'Elba in particolare, durante l'età napoleonica il culto religioso e la memoria politica si sovrappongono fino a produrre nuove forme di devozione laica.
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