La prima opera di Eugenio Corti, I più non ritornano, racconta i ventotto giorni vissuti sul fronte russo, ma non si tratta di una semplice descrizione degli avvenimenti. Infatti, l’autore brianteo costruisce una narrazione caratterizzata da una vera e propria contaminazione di generi letterari perché mescola la cronaca, l’osservazione di costume, la meditazione, il saggismo, il bozzettismo, e, in qualche caso, persino la finzione. Corti diventa giornalista, viaggiatore, reporter e, soprattutto, scrittore: non solo perché nel contesto della ritirata di Russia decide di dedicare la sua vita alla scrittura, assumendola come propria vocazione, ma anche perché, a seguito di questa sua prima opera, sperimenta la molteplicità della bellezza stilistica che lo porterà, negli anni a venire, a dar vita ad opere molto diverse fra loro.
Un inviato speciale nel turbine della campagna di Russia: la lezione dello scrittore Eugenio Corti
Elena Rondena
2025-01-01
Abstract
La prima opera di Eugenio Corti, I più non ritornano, racconta i ventotto giorni vissuti sul fronte russo, ma non si tratta di una semplice descrizione degli avvenimenti. Infatti, l’autore brianteo costruisce una narrazione caratterizzata da una vera e propria contaminazione di generi letterari perché mescola la cronaca, l’osservazione di costume, la meditazione, il saggismo, il bozzettismo, e, in qualche caso, persino la finzione. Corti diventa giornalista, viaggiatore, reporter e, soprattutto, scrittore: non solo perché nel contesto della ritirata di Russia decide di dedicare la sua vita alla scrittura, assumendola come propria vocazione, ma anche perché, a seguito di questa sua prima opera, sperimenta la molteplicità della bellezza stilistica che lo porterà, negli anni a venire, a dar vita ad opere molto diverse fra loro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


