Il contributo analizza, in una prospettiva critica, l’ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione n. 10065/2024 secondo la quale la conciliazione sindacale non può essere validamente conclusa presso la sede aziendale, non potendo quest’ultima essere annoverata tra le sedi protette poiché priva del carattere di neutralità. Un carattere che è invece indispensabile a garantire, unitamente all’assistenza prestata dal rappresentante sindacale, la libera determinazione della volontà del lavoratore e quindi la validità della conciliazione. Il commento prova ad ipotizzare come potrebbe impattare l’attuale orientamento giurisprudenziale sulle attuali prassi conciliative le quali, in non pochi casi, si svolgono da remoto.
Conciliazioni: il concetto di ‘‘sede sindacale’’ secondo la Corte di cassazione e riflessi sullo status quo
Giovanni Piglialarmi
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza, in una prospettiva critica, l’ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione n. 10065/2024 secondo la quale la conciliazione sindacale non può essere validamente conclusa presso la sede aziendale, non potendo quest’ultima essere annoverata tra le sedi protette poiché priva del carattere di neutralità. Un carattere che è invece indispensabile a garantire, unitamente all’assistenza prestata dal rappresentante sindacale, la libera determinazione della volontà del lavoratore e quindi la validità della conciliazione. Il commento prova ad ipotizzare come potrebbe impattare l’attuale orientamento giurisprudenziale sulle attuali prassi conciliative le quali, in non pochi casi, si svolgono da remoto.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


